Laboratori
LABORATORIO TEATRALE per l’essenziale autonomia dell’attore
condotto da Fabrizio Pallara
Un percorso intorno al teatro e alla relazione fra l’attore e lo spettatore; una ricerca, da compiere insieme, della capacità dell’attore di narrare, di manipolare oggetti, di trasformare il corpo e la voce, una ricerca della sua autonomia, per imparare a contenere il teatro in uno spazio grande come un abbraccio. Un teatro che vada a cercare gli spettatori in ogni luogo capace di accogliere il tempo di un racconto per salvare e valorizzare quello che c’è di più necessario: il senso semplice dei gesti, gli sguardi e i silenzi, la parola che racchiude la volontà di comunicare, le mani che danno vita a piccole creazioni, le storie a cui non si vuole rinunciare e i canti che non si può fare a meno di cantare.
L’attore sarà accompagnato a scoprire e a fare il proprio teatro, in spazi e luoghi anche non teatrali, ricercando ed esplorando i gesti piccoli, le immagini, le parole e la forza che queste suggestioni sono in grado di trasmettere quando lo sguardo dello spettatore è ravvicinato e intimo.
Perché in questo tempo ostile in cui è sempre più difficile navigare è ancora più necessario saper costruire una zattera e prendere vento, per cercare altre zattere e fare una nuova terra.
“Siamo qui dentro il grande, mostruoso, leviatano che ci ha inghiottiti, in cui siamo finiti.
Nella sua tiepida oscurità, a cui è facile abituarsi, non ci sono virtù, né conoscenza e nemmeno senso del destino. Bisogna uscirne fuori a fatica e colpi di legno, implorare una misericordia che ci porti la luce, che non ci dia la pace ma ci restituisca ai flutti, ai perigli, alla lotta per gridare tra i mostri di essere un nessuno, un nessuno da niente, però, assetato di conoscenza e di avventura. C’è un momento in cui l’acqua ti arriva alla gola, allora per non annegare devi costruirti una barca, attrezzare qualcosa per restare a galla, armare una specie di Arca, come Noè e mettere in salvo tutta la specie che vuoi che sopravviva. Intanto l’acqua intorno è sempre più torbida, chiassosa, volgare e continua a crescere ma tu devi salvare te stesso e quello che ami. Gli aèdi, che cantarono la storia, gli esseri fuori misura, le balene, i ciclopi, gli eroi, Ulisse, l’ultimo degli eroi, il più prossimo agli uomini, che non volle diventare né maiale, né immortale. Da allora è venuto il tempo in cui le storie accadono e basta, su di noi resta l’ombra lunga che hanno lasciato nel racconto.” (Vinicio Capossela)
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Il laboratorio è indirizzato ad attori, registi e drammaturghi fino a un massimo di 15 partecipanti.
