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IL TEATRO DELLE APPARIZIONI E IL VIAGGIO DI OGNI SPETTATORE
videointervista di Andrea Commiento

http://www.youtube.com/user/ArteCultureLive#p/u/0/o3lempO8DlM

La compagnia teatro delle apparizioni viene fondata nel 1999 da Fabrizio Pallara. Nei primi anni concentra le sue sperimentazioni attorno al teatro sensoriale, sviluppando competenze e tecniche esperite direttamente sugli spettatori, che variavano secondo la produzione da un numero di uno ad un massimo di quattordici. Lo spettatore diviene così elemento partecipante e fondante dello spettacolo stesso (frammenti di buio d’ombre, 2000 – Apparizioni II:la favola, 2001 – progetto ‘città invisibili’, 2002 – danza con me, 2003).

Questo percorso di sperimentazione ha portato ad una percezione dello spazio, non come semplice spazio scenico bensì come mondo da vivere e da far vivere. Su queste riflessioni nascono spettacoli come dove tutto è molto piccolo, 2001 – racconti di ordinaria follia, 2001 – Apparizioni III:lear, 2002.
Lo spazio scenico tradizionale viene affrontato invece  in occasione del premio scenario 2003 con il paese dei sussurri (finalista 2003), spettacolo per platea in cui la compagnia trasporta la propria estetica mutando quella convenzionale.

Dal 2004 il teatro delle apparizioni è impegnato nell’ideazione e produzione di eventi e spettacoli, una ricerca di modalità di espressione che diviene momento di scambio e di arricchimento. Sotto questa luce sono nati Dromo (gennaio, 2003) manifestazione d’arte contemporanea avvenuta all’ex cinodromo di Roma, Adieu, mon amour (aprile, 2004) manifestazione culturale organizzata con la collaborazione del rialtosantambrogio e el primer sueno (ottobre, 2004) festival internazionale che ha avuto vita a Barcellona.
In collaborazione con il Teatro dei venti e la compagnia Accademia Minima del Teatro Urgente in occasione del bicentenario della nascita di H.C.Andersen, la compagnia realizza all’interno della manifestazione la goccia d’acqua, gli occhi di andersen (maggio-giugno, 2005), una sperimentazione tra teatro d’attore e teatro di figura.

Poi l’incontro con il teatro per l’infanzia e la produzione de La stanza dei segreti che hanno costituito l’inizio di un rapporto fertile con il mondo della scuola e con i bambini e i ragazzi diventati ad un tempo destinatari e fonte poetica delle produzioni. Il 2006 è infatti l’anno in cui la compagnia si confronta ufficialmente con il teatro ragazzi, accogliendo l’invito del Festival Zona Franca 2005 di Parma, dove presenta il corto teatrale la stanza dei segreti. Questo primo studio si evolve nella produzione omonima, che debutta al festival di teatro ragazzi Maggio all’infanzia 2006 e che apre la strada alla collaborazione con i principali stabili di innovazione italiani di teatro ragazzi.

Il 2007 è un anno di grandi cambiamenti e vede una radicale trasformazione nell’organizzazione interna della compagnia. Ci si avvale della collaborazione di artisti nazionali e internazionali per la produzione dei progetti specifici sempre sotto la direzione artistica di Fabrizio Pallara. Così nasce la collaborazione con il Teatro dei Sassi di Matera e la performance L’omino di carta e lo spettacolo Il giocattolo con i fili e il percorso di ricerca Mahabharata.

L’incontro con l’attore Dario Garofalo conduce ad una nuova produzione per bambini e adulti Uno (maggio 2008), che prelude ad un momento importante per la compagnia, la pubblicazione del libro monografico teatro delle apparizioni in occasione del decennale della fondazione del gruppo, con interventi di Gianfranco Capitta, Giancarlo Sammartano, Giorgio Taffon e Giorgio Testa. Il testo voluto da Paolo Ruffini e Letizia Bernazza, che lo ha curato, è edito dalla casa editrice Editoria & Spettacolo nella collana Spaesamenti (a cura di Paolo Ruffini).
Nel 2009 viene coprodotto con AREA06 Pop Up – la terza dimensione del libro, una lettura spettacolare che dà voce e corpo alla pagina stampata attraverso un lavoro di improvvisazione, in cui il libro viene esplorato nelle sue infinite possibilità emergendo in una dimensione nuova di meraviglia, diventa un “pop up”, una finestra che si apre su altre possibili storie. Diventa parola viva, azione, corpo, musica e luci e le parole stampate si trasformano in un gioco teatrale di ascolto reciproco in cui tutto nasce e si consuma nell’attimo presente per poi conservarsi nella memoria. Un lavoro in cui nuovamente lo spettatore è parte imprescindibile dello spettacolo, perché Pop up comincia già dalla scelta personale che ciascuno è chiamato a fare nel portare il proprio libro da condividere… libro trovato, appena comprato, letto da un giorno o da un anno, il regalo di un amico, il libro che ha lasciato un segno…
L’incontro con il teatro ragazzi già nel 2006 aveva costituito l’inizio di un rapporto fertile con il mondo della scuola e con i bambini e i ragazzi diventati ad un tempo destinatari e fonte poetica delle produzioni e così per la terza volta la compagnia si sperimenta in una nuova produzione indirizzata questa volta agli adolescenti.

Incubi – l’età dell’incertezza
, coprodotto con il Teatro Le Maschere e nato da un’inchiesta in alcune scuole medie e superiori di Roma sul tema dell’incubo e della paura nella preadolescenza, per cercare di conoscere e capire il punto di vista dei ragazzi rispetto al tema trattato nello spettacolo, è diventato terreno di una intensa ricerca su questo particolare momento della vita, attraverso il confronto diretto con gli adolescenti.

Circa 500 ragazzi infatti hanno visto “Incubi” durante il debutto romano nel febbraio del 2010 e sono stati accompagnati alla visione attraverso incontri prima e dopo lo spettacolo, un’occasione preziosa per capire quanto lo spettacolo riuscisse a parlare davvero degli adolescenti e agli adolescenti. Tutte le osservazioni e le perplessità, immediate e sincere, dei ragazzi sono state accolte dal gruppo di lavoro e sono diventate lo spunto per ulteriori riflessioni in un percorso in divenire che continua a nutrirsi sempre del fertile e necessario incontro con il pubblico.

Mentre l’ultimo lavoro della compagnia viene realizzato all’interno del progetto Face à face – parole di Francia per scene d’Italia, che ha come obiettivo primario la promozione degli autori e della drammaturgia contemporanea francese in Italia.
Nell’ambito di questa iniziativa si è inserito dunque il nuovo spettacolo, una prima traduzione italiana del Pinocchio di J. Pommerat, prodotto dal teatro delle apparizioni e Area 06 e coprodotto da Face à face – parole di Francia per scene d’Italia 2011 e Accademia degli Artefatti.


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